- La colonscopia con sedazione è lo standard moderno per diagnosi e prevenzione del tumore del colon-retto, rendendo l'esame più tollerabile e spesso indolore.
- Esistono due tipi principali di sedazione: cosciente, che riduce ansia e dolore mantenendo il paziente reattivo, e profonda, che induce un sonno completo senza dolore.
- Una corretta preparazione intestinale è fondamentale per la bontà dell’esame, mentre la sedazione assicura comfort e sicurezza.
- I rischi della colonscopia in sedazione sono rari e ampiamente gestibili da personale esperto, con un vantaggio netto nella prevenzione e diagnosi precoce.
- La presenza dell’anestesista è necessaria soprattutto per sedazione profonda, garantendo monitoraggio continuo e intervento tempestivo in caso di complicanze.
Indice
Che cos’è la colonscopia e perché è così importante
La colonscopia è un esame endoscopico che permette di osservare direttamente dall’interno:
- il retto,
- il colon (ascendente, trasverso, discendente, sigma),
- e, quando indicato, anche l’ultimo tratto dell’ileo (intestino tenue terminale).
Questo è possibile grazie a un tubo flessibile, il colonscopio, del diametro inferiore a 1,5 cm, dotato in punta di:
- una telecamera ad alta definizione;
- una sorgente luminosa;
- canali operativi che consentono di introdurre piccole pinze, ansa diatermica, aghi per iniezione, ecc.
Durante l’esame il medico può:
- valutare la mucosa intestinale in tempo reale;
- ricercare infiammazioni, diverticoli, polipi, lesioni sospette o tumori;
- eseguire biopsie (prelievi di piccoli frammenti di tessuto);
- rimuovere polipi (polipectomia), cioè escrescenze di solito benigne ma potenzialmente precancerose.
Perché è così importante?
- Perché consente la diagnosi precoce di patologie anche molto serie (come il cancro del colon-retto).
- Perché è un esame anche terapeutico: rimuovendo i polipi, si può interrompere la loro evoluzione verso forme tumorali.
- Perché viene raccomandata come esame di screening, soprattutto dopo i 50 anni o prima in caso di familiarità o sintomi sospetti.
Proprio per il suo ruolo centrale nella prevenzione, è fondamentale che la colonscopia sia il più possibile ben tollerata. Ed è qui che entra in gioco la sedazione.
Colonscopia con sedazione: in cosa consiste e perché viene proposta
La colonscopia con sedazione prevede la somministrazione di farmaci per via endovenosa, prima e/o durante l’esame, con lo scopo di:
- ridurre in modo significativo ansia e paura;
- attenuare o abolire la percezione del fastidio e del dolore;
- limitare o annullare il ricordo dell’esame (amnesia dell’evento);
- favorire il rilassamento muscolare e la collaborazione del paziente;
- permettere al medico di eseguire una esplorazione più completa e accurata.
Senza sedazione, la colonscopia può risultare fastidiosa per diversi motivi:
- l’introduzione del colonscopio attraverso il retto può creare una sensazione di pressione;
- l’insufflazione di aria o anidride carbonica, necessaria a distendere le pareti del colon, può provocare crampi o gonfiore;
- la progressione dello strumento lungo le curve del colon, soprattutto se molto lungo o tortuoso, può essere percepita come dolorosa in soggetti sensibili.
La sedazione non serve solo a “far sentire meno” questi stimoli, ma a creare una condizione di comfort globale. Questo rende più semplice completare la procedura, riduce il rischio che il paziente si muova per il fastidio e consente, se necessario, di eseguire con tranquillità biopsie o polipectomie.
Tipi di sedazione nella colonscopia
Sedazione cosciente (o blanda)
La sedazione cosciente è il tipo di sedazione più leggero e più utilizzato.
Caratteristiche principali:
- il paziente è rilassato e sonnolento, ma cosciente;
- è in grado di rispondere a comandi verbali semplici (per esempio cambiare posizione);
- l’ansia e il disagio sono molto ridotti;
- la percezione del dolore è attenuata, ma non sempre completamente abolita.
I farmaci più usati per la sedazione cosciente sono:
- benzodiazepine (per esempio midazolam), che inducono rilassamento e amnesia parziale;
- analgesici (oppioidi) in basse dosi, quando si vuole controllare meglio la componente dolorosa.
Vantaggi:
- buona tollerabilità;
- recupero relativamente rapido;
- talvolta non richiede la presenza continua dell’anestesista, se il rischio anestesiologico è basso e il personale è adeguatamente formato.
Limiti:
- il paziente può comunque percepire i momenti di maggior tensione o distensione intestinale;
- in soggetti particolarmente ansiosi o con colon molto sensibile, il comfort può non essere ottimale.
Sedazione profonda
La sedazione profonda induce un livello di sonno molto più marcato:
- il paziente dorme per tutta la durata dell’esame;
- non risponde ai comandi verbali;
- non avverte dolore né fastidio;
- al risveglio, di solito, non ricorda nulla della procedura.
Il farmaco di riferimento per la sedazione profonda è il propofol, un ipnotico a rapida insorgenza e rapida eliminazione, spesso eventualmente associato a:
- una piccola dose di benzodiazepina;
- un antispastico intestinale, se si tratta di colonscopia operativa.
Questa forma di sedazione:
- è considerata una vera e propria anestesia in respiro spontaneo;
- richiede la presenza di un medico anestesista che:
- valuta preventivamente il paziente;
- somministra e titola i farmaci;
- monitora continuamente respiro, battito, pressione, saturazione di ossigeno;
- è pronto a intervenire se si verificano complicanze respiratorie o cardiovascolari.
Rispetto alla sedazione cosciente:
- garantisce un comfort massimo, poiché il paziente non percepisce alcuno stimolo;
- facilita molto il lavoro dell’endoscopista;
- è particolarmente indicata per:
- pazienti molto ansiosi o con bassissima soglia del dolore;
- colonscopie operative (con rimozione di polipi più grandi, mucosectomie, ecc.);
- pazienti che hanno avuto esperienze negative con sedazioni più leggere.
Anestesia generale: quando non è necessaria
L’anestesia generale prevede:
- perdita totale di coscienza;
- intubazione tracheale e respirazione assistita con ventilatore;
- uso combinato di ipnotici, analgesici e miorilassanti in dosi tali da bloccare i centri respiratori.
Per una colonscopia, nella grande maggioranza dei casi, questo non è necessario. La sedazione profonda in respiro spontaneo, se eseguita da un anestesista, è sufficiente a garantire:
- analgesia;
- sonno profondo;
- sicurezza respiratoria, con il paziente che continua ad avere respiro spontaneo (sotto monitoraggio).
L’anestesia generale viene riservata solo a casi particolari e complessi, decisi caso per caso dal team anestesiologico.
Cosa si sente durante una colonscopia con sedazione
Molti pazienti si chiedono: “Ma sentirò dolore?”, “Mi accorgerò di qualcosa?”.
La risposta dipende dal tipo di sedazione scelta, ma in entrambi i casi lo scopo è rendere l’esame molto sopportabile o del tutto indolore.
Con sedazione cosciente
- si avverte una sensazione di rilassamento profondo e sonnolenza;
- l’ansia si riduce notevolmente;
- si può percepire qualche lieve:
- pressione alla pancia;
- sensazione di gonfiore per l’aria insufflata;
- occasionale crampo quando lo strumento curva.
- il disagio è in genere modesto e molto inferiore rispetto a una colonscopia senza sedazione.
Il livello di consapevolezza è più basso rispetto alla colonscopia “da svegli”, e spesso il paziente ricorda poco o nulla dei singoli passaggi grazie all’effetto amnesico dei farmaci.
Con sedazione profonda
- il paziente entra in uno stato di sonno artificiale in pochi secondi;
- non sente dolore né fastidio durante tutta la procedura;
- al risveglio, non ha memoria dell’esame.
Questa modalità è spesso preferita da chi desidera un’esperienza “completamente senza sensazioni” o ha una particolare fobia verso l’esame.
Come si svolge una colonscopia in sedazione: passo dopo passo
1. Prenotazione e valutazione preliminare
Al momento della prenotazione è importante:
- specificare il desiderio di eseguire una colonscopia con sedazione;
- fornire dati su:
- malattie croniche (cardiopatie, broncopatie, diabete, insufficienza renale, ecc.);
- farmaci assunti (soprattutto anticoagulanti, antiaggreganti, antiaritmici);
- eventuali allergie note (a farmaci o mezzi di contrasto);
- precedenti anestesie e sedazioni e come sono state tollerate.
Il medico (gastroenterologo/endoscopista e, se previsto, anestesista) valuta:
- se non ci sono controindicazioni alla sedazione;
- quale sedazione è più appropriata (cosciente vs profonda);
- come gestire eventuali terapie croniche (in particolare anticoagulanti o antiaggreganti).
2. Preparazione intestinale
Perché la colonscopia sia affidabile, il colon deve essere perfettamente pulito. Una cattiva preparazione può:
- nascondere lesioni;
- rendere l’esame più lungo e meno sicuro;
- costringere a ripetere la procedura.
In generale, la preparazione prevede:
- Nei 2–3 giorni precedenti:
- dieta povera di fibre (niente frutta, verdura, cereali integrali, legumi);
- preferenza per carne magra, pesce, latticini, uova, cibi raffinati.
- Il giorno prima dell’esame:
- dieta quasi esclusivamente liquida (brodo filtrato, tè, acqua, bevande trasparenti), evitando latte;
- assunzione del lassativo prescritto, in genere diluito in molta acqua, secondo lo schema fornito dal centro.
- Nelle 6–12 ore precedenti:
- astensione da cibi solidi;
- interruzione dei liquidi secondo le indicazioni (spesso 4 ore prima).
In alcuni centri, come alternativa alla preparazione tradizionale, è disponibile la cosiddetta Colon Wash (lavaggio del colon tramite irrigazione con acqua e aspirazione del contenuto) il giorno stesso dell’esame. Si tratta di una tecnica che permette di ridurre o evitare l’assunzione di forti lassativi, ma la sua disponibilità varia da struttura a struttura.
3. Arrivo in struttura e accesso venoso
- il paziente viene accolto in ambulatorio;
- viene controllata la documentazione (esami del sangue, eventuali esami della coagulazione, terapie in corso);
- si posiziona un accesso venoso (ago cannula) al braccio;
- si monitorano i parametri vitali (frequenza cardiaca, pressione arteriosa, saturazione di ossigeno, talvolta elettrocardiogramma);
- il paziente viene fatto sdraiare sul fianco sinistro in posizione fetale.
4. Somministrazione della sedazione
- vengono somministrati per via endovenosa:
- farmaci sedativi (benzodiazepine, propofol);
- eventuali analgesici;
- talvolta antispastici intestinali.
- la sedazione ha un effetto rapido, spesso in pochi secondi o minuti;
- il livello di sedazione viene “titolato”, cioè adattato in tempo reale in base alla risposta del singolo paziente;
- durante tutta la procedura il paziente è costantemente monitorato.
5. Esecuzione della colonscopia
- il medico introduce delicatamente il colonscopio attraverso il retto;
- lo fa progredire lungo tutto il colon fino al cieco (e, se necessario, nell’ileo terminale);
- insuffla aria o anidride carbonica per distendere le pareti intestinali e migliorare la visione;
- sulle immagini a video vengono esaminate con attenzione:
- la mucosa;
- la presenza di polipi, diverticoli, infiammazioni, ulcere, lesioni sospette.
Se necessario:
- si effettuano biopsie, del tutto indolori per il paziente;
- si rimuovono polipi (polipectomia) con ansa diatermica o tecnica “a freddo”, a seconda delle dimensioni e delle caratteristiche;
- si possono trattare lesioni sanguinanti.
La durata complessiva della procedura varia in media tra 15 e 60 minuti. Per esami diagnostici semplici si parla spesso di 20–30 minuti; tempi più lunghi sono legati a interventi terapeutici (polipectomie, mucosectomie) o a difficoltà tecniche (colon molto tortuoso, insufficiente pulizia).
6. Fase di risveglio e osservazione
- si sospende la somministrazione dei farmaci sedativi;
- l’effetto della sedazione svanisce gradualmente nel giro di 20–60 minuti;
- il paziente viene trasferito in una sala di osservazione (sala risveglio);
- continua il monitoraggio dei parametri vitali fino a pieno recupero della vigilanza.
È normale, dopo l’esame, avvertire:
- un po’ di gonfiore addominale per l’aria residua;
- un senso di stanchezza o lieve stordimento;
- raramente, una leggera nausea.
Per sicurezza:
- è obbligatoria la presenza di un accompagnatore;
- non si deve guidare, usare macchinari pericolosi o prendere decisioni importanti per almeno 12–24 ore, secondo le indicazioni ricevute.
Chi può fare la colonscopia in sedazione e quando va valutata con attenzione
In linea di massima, la maggior parte delle persone può sottoporsi a colonscopia con sedazione, anche in età avanzata, purché:
- venga eseguita una valutazione pre-procedura accurata;
- si scelga la modalità di sedazione più adatta.
Il medico valuterà con particolare attenzione:
- Patologie cardiovascolari (scompenso cardiaco, aritmie, ischemie recenti);
- Patologie respiratorie croniche (BPCO, asma grave, insufficienza respiratoria);
- Insufficienza renale o epatica severa;
- Disturbi della coagulazione o uso di anticoagulanti/antiaggreganti;
- Allergie note a farmaci anestetici o sedativi;
- Obesità grave e sindrome delle apnee notturne;
- Stato generale di salute e fragilità.
In presenza di patologie croniche complesse, la sedazione profonda richiede sempre la supervisione dell’anestesista, e in alcuni casi può essere preferita una sedazione più leggera o, raramente, una metodica alternativa (come colonscopia virtuale o altre indagini), da valutare con lo specialista.
Rischi e sicurezza della colonscopia in sedazione
La colonscopia è un esame invasivo, ma le complicanze sono rare, soprattutto se:
- la procedura viene eseguita da operatori esperti;
- le indicazioni sono corrette;
- la preparazione e il monitoraggio sono adeguati.
I principali rischi legati all’esame in sé sono:
- Perforazione intestinale (rottura della parete del colon):
- è la complicanza più seria, ma molto rara;
- può richiedere un intervento chirurgico urgente;
- il rischio aumenta in caso di colon molto alterato (diverticolosi severa, infiammazione intensa) o dopo manovre terapeutiche complesse.
- Sanguinamento:
- più frequente dopo biopsie o polipectomie;
- di solito gestibile endoscopicamente durante l’esame;
- raramente richiede ulteriori interventi.
I rischi legati alla sedazione includono:
- reazioni allergiche ai farmaci;
- depressione respiratoria (respiro rallentato o insufficiente);
- alterazioni della pressione arteriosa o del battito cardiaco;
- bronchospasmo nei soggetti predisposti.
Queste complicanze sono rare e vengono gestite proprio grazie a:
- una corretta selezione dei pazienti;
- la presenza di personale formato;
- il monitoraggio continuo durante e dopo la procedura;
- la disponibilità di farmaci antagonisti e presidi di emergenza.
In sintesi, per la grande maggioranza dei pazienti, la colonscopia con sedazione è un esame sicuro, con un rapporto rischio/beneficio nettamente a favore del beneficio, soprattutto in ottica di prevenzione del tumore del colon-retto.
Durata complessiva e tempi di recupero
È utile distinguere tra:
- Durata tecnica dell’esame:
- in media tra 15 e 60 minuti;
- più frequentemente tra 20 e 40 minuti;
- può allungarsi se si eseguono numerose biopsie, polipectomie o manovre complesse.
- Tempo di permanenza in struttura:
- dall’arrivo alla dimissione, solitamente 1–2 ore;
- include registrazione, preparazione, esame, risveglio e controlli finali.
- Tempi di completo recupero dalla sedazione:
- molto rapidi con farmaci a breve emivita (come il propofol);
- la sonnolenza residua può persistere per alcune ore;
- si consiglia prudenza nelle 24 ore successive (no guida, no lavori rischiosi).
Alternative alla colonscopia tradizionale e ruolo della sedazione
Sebbene la colonscopia tradizionale in sedazione resti il gold standard per diagnosi e intervento sul colon, esistono alcune alternative, che citiamo brevemente:
- Colonscopia virtuale:
- si tratta di una TAC ad alta risoluzione che ricostruisce immagini tridimensionali del colon;
- è meno invasiva e in genere non richiede sedazione;
- consente di rilevare polipi oltre una certa dimensione, ma non permette biopsie né rimozioni;
- se rileva lesioni sospette, spesso è comunque necessario eseguire una colonscopia tradizionale.
- Colonscopia robotica:
- utilizza una sonda particolarmente flessibile e motorizzata, che si muove con minore spinta esterna;
- può risultare molto confortevole, spesso senza necessità di sedazione o con sedazione minima;
- la disponibilità è ancora limitata a pochi centri.
Queste metodiche possono essere prese in considerazione in casi selezionati (pazienti ad alto rischio anestesiologico o che rifiutano categoricamente la colonscopia tradizionale), sempre dopo un confronto con lo specialista.
Contenuti approvati dal Comitato Editoriale. Data ultimo aggiornamento: 2025-09-18